Nutrizione e ammoniaca

I ruminanti non riescono ad utilizzare in modo efficiente l’azoto alimentare che viene fornito sotto forma di proteine, questo eccesso di azoto viene quindi esplulso nel letame (urina+feci)
Di questo azoto circa il 60/80% è presente nelle urine sotto forma di urea che viene convertita poi in ammoniaca attraverso una degradazione batterica. L’ureasi è un enzima che scompone l’urea in ammoniaca e anidride carbonica.

Quindi la concetrazione di urea nelle urine è un importante fattore predittivo delle emissioni di ammoniaca nelle vacche da latte, va notato però che l’urina e le feci, singolarmente, emettono quantità minime di ammoniaca, è il processo di combinazione dei due dopo la deposizione, che si traduce in ammoniaca.

Altri fattori che influenzano la volatilizzazione dell’ammoniaca sono ad esempio la temperatura, la velocità dell’aria, il pH, la superficie del pavimento ecc.
Ad esempio pH e temperature elevate favoriscono l’aumento delle emissioni di ammoniaca.

Una dieta con un eccesso di proteine non ha solo conseguenze per l’ambiente, ma anche per l’animale. Se il fegato è sovraccarico a causa dell’ammoniaca si verificherà un aumento dell’urea ematica e dell’urea nel latte. questo può avere effetti negativi sulla salute e sulla riproduzione. Quindi formulare razioni con livelli proteici elevati come fattore di sicurezza, in realtà spesso complica il problema.
Anche strategie utilizzate per mantenere basso il costo dell’alimentazione, come ad esempio usare il glutine di mais può causare problemi, in quanto si tratta di proteine altamente degradabili e solubili che potrebbero non integrare adeguamente l’equilibrio proteico nella dieta dell’animale.

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: