Sicurezza sul lavoro in stalla

Per l’allevatore i propri animali sono il bene più prezioso, inoltre chi alleva animali lo fa prima di tutto per passione.

Passione che a volte ci fa dimenticare che la nostra salute è la prima a dover essere tutelata, senza pensare che nel nostro allevamento ci possono essere zone a rischio.

Ecco quali sono i gas da tenere più in considerazione e come riconoscerli (quando possibile):

H2S – Acido solfidrico
Ha il caratteristico odore di uova marce e si forma dalle deiezioni animali. La sua concentrazione può variare significativamente a seconda dei parametri ambientali in stalla. É un gas molto insidioso perché a 50ppm causa la perdita dell’olfatto (paralisi olfattoria) che non ci permette più di percepirne la presenza nell’aria, correndo così il rischio di addentrarci in zone maggiormente esposte e incorrere in gravi conseguenze quali l’edema polmonare (300ppm), danni al sistema nervoso (500ppm), e persino la morte (1000ppm).
Studi scientifici (Shiffman 1995) inoltre hanno mostrato che esposizioni prolungate a basse concentrazioni di acido solfidrico portano a tensione, depressione, stanchezza e confusione mentale.

Schiffman et al., 1995. The Effect of Environmental Odors Emanating from Commercial Swine Operations on the Mood of Nearby Residents. Brain Research Bulletin. 37(4): 369-375.

NH3 – Ammoniaca
È il gas che ci è più famigliare, il più facile da riconoscere ed il più presente negli allevamenti. È molto irritante, al punto da essere corrosivo per alcuni materiali. Deriva dalla fermentazione dell’urea e la sua concentrazione aumenta progressivamente durante il ciclo produttivo.
50ppm di ammoniaca provocano l’irritazione di naso e gola, mentre 5000ppm è la concentrazione limite di esposizione oltre la quale sopraggiunge la morte. Tenendo in considerazione questi valori, i limiti di esposizione da non superare sono: 35ppm per massimo 15 minuti consecutivi e 25ppm per massimo 8 ore consecutive.

CH4 – Metano
Anch’esso prodotto dalle deiezioni degli animali, è un gas inodore, ed è quindi impossibile per l’allevatore rilevarne la presenza. Fortunatamente non è un gas tossico per l’uomo ma questo non vuol dire che non sia estremamente pericoloso.
In un ambiente saturo di metano diminuisce la quantità di ossigeno disponibile: a medie  concentrazioni si può avere difficoltà a fare un respiro pieno, mentre l’esposizione continuata a concentrazioni elevate provoca vertigini, nausea, incoscienza e può essere addirittura fatale. Non dimentichiamo che è inodore ed è anche altamente infiammabile.

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